CV Fisioterapista
Esempio, Modello e Consigli di Esperti 2026
Aggiornato il 18 aprile 2026.
Guida per scrivere un cv da fisioterapista efficace: struttura, competenze, esempio di curriculum e consigli per personalizzare e candidare meglio.

Modelli di CV Fisioterapista
8 Modelli disponibili

CV Fisioterapista Junior
PopolareModello di CV Fisioterapista per profilo Junior

CV Fisioterapista Senior
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CV Fisioterapista Confirmé
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Esempi di CV Fisioterapista
Giulia Bianchi
Fisioterapista
giulia.bianchi@email.it
+39 06 9876 5432
Roma, IT
Fisioterapista con 6 anni di esperienza in clinica privata e centri sportivi. Specializzata in fisioterapia sportiva e trattamento delle lesioni dell'arto inferiore. Riconosciuta per l'approccio basato sulle evidenze e gli eccellenti risultati con i pazienti.
Esperienza professionale
Fisioterapista
Centro di Fisioterapia Sportiva Roma
- ●Trattamento di 20-25 pazienti giornalieri con patologia sportiva
- ●Specializzazione in lesioni del ginocchio: LCA, menisco, condromalacia
- ●Fisioterapista della squadra di pallavolo Virtus Roma
Fisioterapista
Policlinico Gemelli - Riabilitazione
- ●Riabilitazione postchirurgica: protesi, ricostruzioni legamentose, artroscopie
- ●Programma di riabilitazione accelerata nella chirurgia del ginocchio
- ●Idroterapia e terapia acquatica
Fisioterapista
Studio di Fisioterapia Trastevere
- ●Trattamento di patologie varie: colonna, spalla, anca
- ●Sviluppo di competenze in terapia manuale
- ●Assistenza domiciliare a pazienti geriatrici
Formazione
Laurea Triennale in Fisioterapia
Università La Sapienza di Roma
Competenze
Lingue
Italiano — Lingua Madre
Inglese — Intermedio
Spagnolo — Elementare
Certificazioni
Master in Fisioterapia SportivaUniversità La Sapienza di Roma
Certificazione in Ecografia MuscoloscheletricaSIUMB
Corso di Dry Needling AvanzatoPhysio Training Italia
Il ruolo del fisioterapista: cosa fa ogni giorno
Il fisioterapista è un professionista sanitario che si occupa della prevenzione, diagnosi e riabilitazione di pazienti con problematiche motorie, neurologiche o respiratorie. La giornata tipo varia molto in base al contesto lavorativo: chi opera in ospedale gestisce pazienti post-operatori o con traumi acuti, mentre chi lavora in ambulatorio privato segue principalmente patologie croniche, sportivi o persone con dolori muscolo-scheletrici. In entrambi i casi, il lavoro richiede un equilibrio tra competenze tecniche, capacità relazionali e aggiornamento continuo sulle nuove metodologie riabilitative.
Le responsabilità principali includono la valutazione funzionale del paziente attraverso test specifici, la progettazione di piani terapeutici personalizzati, l'esecuzione di trattamenti manuali e strumentali, e il monitoraggio dei progressi nel tempo. Un fisioterapista deve anche saper educare il paziente su esercizi da svolgere autonomamente, posture corrette e strategie di prevenzione. La documentazione clinica rappresenta una parte significativa del lavoro: ogni seduta va registrata con precisione per garantire continuità assistenziale e rispondere a eventuali verifiche assicurative o legali.
Il percorso di carriera inizia solitamente con collaborazioni in studi privati o sostituzioni in strutture pubbliche, con stipendi che partono da 1.200-1.500€ netti mensili per i neolaureati. Con 3-5 anni di esperienza e specializzazioni (terapia manuale, riabilitazione sportiva, neuroriabilitazione), si raggiungono i 1.800-2.500€ netti al mese. I fisioterapisti senior con oltre 10 anni di esperienza, magari titolari di studio o con incarichi di coordinamento in strutture ospedaliere, possono superare i 3.000-3.500€ netti mensili. Chi apre partita IVA e gestisce uno studio proprio ha margini di guadagno superiori, ma con maggiori responsabilità gestionali.
La progressione professionale può seguire diverse direzioni: specializzazione in ambiti specifici (pediatria, geriatria, sport), ruoli di coordinamento in strutture sanitarie, docenza in corsi di laurea o master, oppure apertura di uno studio privato. Alcuni fisioterapisti scelgono di lavorare con squadre sportive professionistiche o di diventare consulenti per aziende che si occupano di ergonomia e prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Attività quotidiane tipiche di un fisioterapista:
- Valutazione iniziale dei nuovi pazienti con anamnesi, test funzionali e definizione degli obiettivi terapeutici
- Esecuzione di trattamenti manuali (massoterapia, mobilizzazioni articolari, tecniche osteopatiche)
- Utilizzo di strumentazioni elettromedicali (tecar, laser, ultrasuoni, elettrostimolazione)
- Supervisione di esercizi terapeutici e rieducazione posturale o del movimento
- Compilazione di cartelle cliniche, relazioni per medici curanti e documentazione per assicurazioni
- Aggiornamento professionale attraverso corsi, lettura di pubblicazioni scientifiche e confronto con colleghi
Competenze essenziali da inserire nel CV da fisioterapista
Il curriculum di un fisioterapista deve bilanciare competenze tecniche specifiche e abilità relazionali, perché il successo terapeutico dipende tanto dalla preparazione scientifica quanto dalla capacità di motivare e guidare il paziente. I recruiter cercano professionisti che dimostrino non solo conoscenze teoriche, ma anche esperienza pratica con tecniche e strumentazioni specifiche. Per superare i sistemi ATS (Applicant Tracking System) utilizzati da cliniche e ospedali, è fondamentale inserire le competenze usando i termini esatti presenti nell'annuncio di lavoro, evitando sinonimi creativi.
Le competenze tecniche vanno sempre contestualizzate: non basta scrivere 'terapia manuale', ma specificare 'terapia manuale secondo Maitland per patologie vertebrali' o 'tecniche di mobilizzazione fasciale Stecco'. Questo livello di dettaglio dimostra una formazione seria e aiuta il CV a emergere tra decine di candidature generiche. Le soft skills, invece, vanno dimostrate con esempi concreti nella sezione esperienze, non solo elencate: dire 'ottime capacità comunicative' vale poco, mentre 'migliorato l'aderenza terapeutica del 40% attraverso programmi educazionali personalizzati' fa la differenza.
Competenze chiave per il CV:
- Valutazione funzionale e posturale: capacità di analizzare il movimento, identificare disfunzioni e stabilire obiettivi terapeutici misurabili attraverso test validati scientificamente
- Terapia manuale: tecniche di mobilizzazione articolare, manipolazione vertebrale, massaggio terapeutico e trattamento dei tessuti molli secondo metodologie riconosciute
- Rieducazione motoria: progettazione ed esecuzione di protocolli di esercizio terapeutico per recupero post-traumatico, post-chirurgico o gestione di patologie croniche
- Elettroterapia e fisioterapia strumentale: competenza nell'utilizzo di tecar, laser, ultrasuoni, magnetoterapia, elettrostimolazione con conoscenza delle indicazioni e controindicazioni
- Riabilitazione neurologica: trattamento di pazienti con ictus, Parkinson, sclerosi multipla o lesioni midollari secondo approcci evidence-based come Bobath o PNF
- Riabilitazione ortopedica e sportiva: gestione di traumi sportivi, protocolli post-operatori (LCA, protesi, lesioni meniscali) e programmi di ritorno all'attività
- Linfodrenaggio manuale: tecniche Vodder o Leduc per gestione di edemi, linfedemi post-chirurgici e problematiche circolatorie
- Rieducazione respiratoria: trattamento di pazienti con BPCO, fibrosi cistica o in fase post-COVID attraverso tecniche di disostruzione e potenziamento respiratorio
- Educazione terapeutica del paziente: capacità di spiegare la patologia, insegnare esercizi domiciliari e motivare all'aderenza al piano terapeutico
- Gestione documentale e software sanitari: competenza con cartelle cliniche elettroniche, software gestionali ambulatoriali e redazione di relazioni cliniche dettagliate
- Lavoro in équipe multidisciplinare: collaborazione efficace con medici, infermieri, psicologi e altri professionisti sanitari per un approccio integrato
- Aggiornamento continuo: partecipazione a corsi ECM, lettura critica di letteratura scientifica e applicazione di protocolli basati sulle evidenze più recenti
Per i sistemi ATS, dai priorità alle competenze tecniche specifiche menzionate nell'annuncio e ai nomi di metodologie riconosciute (McKenzie, Mulligan, Cyriax). Includi anche certificazioni formali e corsi di specializzazione, perché molti software filtrano i CV cercando qualifiche specifiche richieste dalla struttura sanitaria.
Come scrivere un CV da fisioterapista passo dopo passo
1. Intestazione con dati professionali completi
Inserisci nome, cognome, numero di iscrizione all'Ordine TSRM-PSTRP (obbligatorio per lavorare), recapiti telefonici e email professionale. Aggiungi il link al profilo LinkedIn se aggiornato e pertinente. Evita indirizzi email poco professionali: meglio nome.cognome@provider.it che nickname fantasiosi. Se hai un sito web o portfolio con casi clinici (anonimizzati), includilo.
2. Profilo professionale mirato alla posizione
Scrivi 3-4 righe che sintetizzano chi sei professionalmente, le tue specializzazioni e cosa cerchi. Personalizza questa sezione per ogni candidatura. Invece di 'Fisioterapista motivato con esperienza in vari ambiti', scrivi 'Fisioterapista specializzato in riabilitazione ortopedica post-chirurgica con 5 anni di esperienza in gestione di protocolli LCA e protesi d'anca, certificato in terapia manuale Maitland'. Menziona risultati quantificabili quando possibile: 'gestito oltre 800 pazienti con tasso di soddisfazione del 95%'.
3. Esperienza lavorativa con risultati misurabili
Elenca le esperienze in ordine cronologico inverso. Per ogni ruolo indica: nome struttura, posizione, periodo, e 4-6 bullet point con responsabilità e risultati. Usa verbi d'azione e quantifica sempre. Esempio debole: 'Trattamento di pazienti con problemi ortopedici'. Esempio forte: 'Gestito media di 12 pazienti/giorno con patologie muscolo-scheletriche, riducendo i tempi di recupero del 25% attraverso protocolli personalizzati di terapia manuale ed esercizio terapeutico'. Specifica le tecniche usate, i tipi di pazienti trattati e i risultati ottenuti.
4. Formazione accademica e specializzazioni
Indica la laurea in Fisioterapia con università, anno di conseguimento e eventuale votazione (se superiore a 100/110). Aggiungi una sezione separata per master, corsi di specializzazione e certificazioni. Specifica sempre le ore formative e l'ente erogatore per i corsi più rilevanti: 'Master in Riabilitazione dei Disordini Muscolo-Scheletrici, Università di Milano, 1500 ore, 2022' oppure 'Certificazione Terapia Manuale Ortopedica secondo Maitland, livello 2A, 120 ore, 2023'. I recruiter valutano molto la formazione post-laurea.
5. Competenze tecniche organizzate per categorie
Crea sottosezioni tematiche: Tecniche manuali, Strumentazione, Ambiti specialistici, Software. Questo rende il CV più leggibile e aiuta gli ATS a identificare le competenze chiave. Sotto 'Strumentazione' elenca: Tecar HCR 1101, Laser Nd:YAG, Ultrasuoni, Onde d'urto, Elettrostimolazione. Sotto 'Tecniche manuali': Maitland, Mulligan, Cyriax, Kinesio Taping, Dry Needling. Sii specifico sui nomi commerciali e le metodologie.
6. Certificazioni, pubblicazioni e attività extra
Includi crediti ECM degli ultimi tre anni (dimostra aggiornamento continuo), eventuali pubblicazioni su riviste scientifiche, relazioni a congressi, collaborazioni con associazioni sportive o attività di docenza. Se hai esperienza di volontariato sanitario (missioni umanitarie, assistenza a eventi sportivi), menzionala: dimostra impegno professionale oltre il lavoro retribuito.
7. Personalizzazione per ogni candidatura
Prima di inviare il CV, leggi attentamente l'annuncio e modifica il profilo professionale, riordina le competenze mettendo in evidenza quelle richieste, e aggiungi nelle esperienze dettagli pertinenti alla posizione. Se cercano un fisioterapista per riabilitazione neurologica, enfatizza i pazienti neurologici trattati, le tecniche specifiche usate (Bobath, PNF) e i risultati ottenuti. Un CV generico viene scartato, uno personalizzato aumenta le possibilità del 60%.
8. Revisione finale e formato professionale
Rileggi eliminando errori grammaticali e refusi (fatti aiutare da un collega). Usa un formato pulito, massimo 2 pagine, con font leggibili (Arial, Calibri 10-11pt). Salva in PDF nominando il file 'CV_Nome_Cognome_Fisioterapista.pdf'. Evita template troppo grafici che confondono gli ATS: meglio un layout semplice e professionale che garantisce la corretta lettura automatica del contenuto.
Esempi di trasformazione dei bullet point:
❌ Prima: 'Responsabile del trattamento di pazienti ortopedici'
✅ Dopo: 'Trattato 450+ pazienti con patologie ortopediche post-traumatiche e post-chirurgiche, specializzandomi in protocolli riabilitativi per LCA (35 casi) e protesi d'anca (28 casi) con recupero funzionale completo nel 92% dei casi'
❌ Prima: 'Utilizzo di terapie strumentali'
✅ Dopo: 'Applicato terapie strumentali avanzate (Tecar, Laser Nd:YAG, Onde d'urto) su 200+ pazienti con tendinopatie e lesioni muscolari, riducendo i tempi di guarigione del 30% rispetto ai protocolli standard'
❌ Prima: 'Buone capacità comunicative con i pazienti'
✅ Dopo: 'Sviluppato programmi educazionali personalizzati per 150+ pazienti con lombalgia cronica, aumentando l'aderenza agli esercizi domiciliari dal 45% al 78% attraverso video tutorial e follow-up telefonici'
Errori comuni nei CV dei fisioterapisti
1. Elencare mansioni generiche senza specificare tecniche e risultati
Molti CV riportano frasi come 'trattamento di pazienti con varie patologie' o 'esecuzione di terapie manuali e strumentali'. Questo non comunica nulla di concreto al recruiter. Un direttore sanitario che cerca un fisioterapista per l'ambulatorio ortopedico vuole sapere quanti pazienti hai gestito, quali patologie specifiche, con quali tecniche e con quali risultati. Esempio errato: 'Fisioterapia su pazienti post-operatori'. Esempio corretto: 'Riabilitazione di 85 pazienti post-artroscopia di spalla con protocollo progressivo (mobilizzazione passiva, attiva-assistita, rinforzo muscolare), ottenendo recupero ROM completo in 12 settimane nel 88% dei casi'.
2. Omettere il numero di iscrizione all'Ordine o certificazioni fondamentali
Il numero di iscrizione all'Ordine TSRM-PSTRP è obbligatorio per esercitare la professione in Italia, ma molti candidati lo dimenticano nel CV. Questa mancanza fa sorgere dubbi sulla regolarità professionale e può portare allo scarto immediato. Stesso discorso per certificazioni rilevanti: se l'annuncio cerca un fisioterapista con competenze in Dry Needling o Linfodrenaggio, devi specificare dove e quando hai conseguito la certificazione, non solo elencare la competenza. I recruiter verificano sempre le qualifiche dichiarate.
3. CV identico per tutte le candidature
Inviare lo stesso CV generico per una posizione in neuroriabilitazione ospedaliera e per uno studio privato di fisioterapia sportiva è un errore grave. Ogni contesto cerca competenze diverse: l'ospedale valuta esperienza con pazienti complessi, capacità di lavorare in équipe, conoscenza di protocolli standardizzati; lo studio sportivo cerca specializzazione in traumi atletici, conoscenza di test funzionali specifici, disponibilità a orari flessibili per seguire atleti. Dedica 15-20 minuti a personalizzare profilo professionale, ordine delle competenze e dettagli nelle esperienze per ogni candidatura: aumenta le risposte del 60%.
4. Linguaggio troppo tecnico o troppo vago
Alcuni CV usano terminologia eccessivamente scientifica incomprensibile a chi fa la prima selezione (spesso HR generalisti), altri sono troppo vaghi. Trova il giusto equilibrio: 'Applicazione di tecniche di terapia manuale secondo Maitland per disfunzioni vertebrali cervicali e lombari' è chiaro e professionale. 'Utilizzo di metodiche manipolative avanzate per la colonna' è vago. 'Applicazione di tecniche di mobilizzazione articolare passiva accessoria di grado III e IV secondo la scala di Maitland per riduzione della rigidità capsulare' è eccessivo. Il recruiter deve capire cosa sai fare senza dover cercare su Google ogni termine.
5. Trascurare la formazione continua e i crediti ECM
La fisioterapia evolve rapidamente: nuove tecniche, evidenze scientifiche aggiornate, protocolli rivisti. Un CV senza corsi di aggiornamento recenti comunica scarso interesse professionale. I recruiter cercano fisioterapisti che investono nella propria formazione. Indica sempre i corsi ECM degli ultimi 2-3 anni, specificando argomento, ente erogatore e ore. Se hai accumulato più crediti del minimo obbligatorio, menzionalo: dimostra proattività. Anche la partecipazione a congressi o webinar specialistici va segnalata.
6. Dimenticare le soft skills dimostrabili
Molti CV elencano soft skills generiche ('empatia', 'problem solving', 'lavoro di squadra') senza dimostrarle. Queste parole vuote vengono ignorate. Invece, integra le soft skills nelle descrizioni delle esperienze con esempi concreti: 'Gestito situazioni conflittuali con pazienti insoddisfatti attraverso ascolto attivo e riformulazione del piano terapeutico, mantenendo un tasso di retention del 94%' dimostra empatia e problem solving. 'Coordinato con ortopedici, neurologi e psicologi per 40+ casi complessi, garantendo continuità assistenziale' dimostra lavoro di squadra.
7. Formato non compatibile con gli ATS
CV con grafiche elaborate, tabelle complesse, intestazioni in immagini o salvati in formati strani (.pages, .odt) vengono spesso letti male dai sistemi ATS, che estraggono informazioni in modo confuso o incompleto. Risultato: competenze non rilevate, CV scartato automaticamente. Usa template semplici con struttura chiara, font standard, salva in PDF con testo selezionabile (non scansioni). Testa il tuo CV caricandolo su piattaforme gratuite di verifica ATS per vedere come viene interpretato.
Tendenze del CV da fisioterapista nel 2026
Il mercato della fisioterapia in Italia sta vivendo una trasformazione significativa. La domanda di fisioterapisti è in crescita costante (+18% negli ultimi tre anni) per l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle patologie croniche e la maggiore attenzione alla prevenzione. Tuttavia, la concorrenza è alta: ogni anno si laureano circa 3.500 nuovi fisioterapisti, e le strutture sanitarie sono sempre più selettive. I recruiter cercano professionisti con specializzazioni chiare, non generalisti. Chi ha competenze in ambiti specifici (riabilitazione oncologica, pavimento pelvico, riabilitazione vestibolare) ha il 40% di possibilità in più di ricevere proposte.
La tecnologia sta cambiando il modo di lavorare e, di conseguenza, le competenze richieste nei CV. La teleriabilitazione è passata dall'essere una nicchia sperimentale a una modalità consolidata: molte strutture offrono follow-up a distanza, esercizi guidati via app, monitoraggio remoto dei progressi. Nel CV del 2026 è importante menzionare competenze digitali specifiche: utilizzo di piattaforme di videoconsulto, familiarità con app di prescrizione esercizi (Physitrack, Rehab My Patient), capacità di registrare video tutorial per i pazienti. Chi ha esperienza documentata in teleriabilitazione ha un vantaggio competitivo, soprattutto per posizioni in cliniche private innovative.
L'intelligenza artificiale sta entrando nella pratica fisioterapica attraverso sistemi di analisi del movimento (sensori indossabili, videocamere con AI che analizzano la biomeccanica), software predittivi per personalizzare i protocolli riabilitativi, e piattaforme che suggeriscono esercizi basati su database di migliaia di casi. I fisioterapisti non vengono sostituiti, ma chi sa integrare questi strumenti nel proprio lavoro diventa più efficace e appetibile. Nel CV, menziona familiarità con tecnologie di motion capture, sistemi di biofeedback avanzati, o piattaforme di gestione dati clinici. La capacità di interpretare dati quantitativi e adattare i trattamenti di conseguenza è sempre più richiesta.
Le competenze in riabilitazione post-COVID rimangono richieste: molti pazienti presentano ancora sequele respiratorie, affaticamento cronico, decondizionamento fisico. Avere esperienza documentata in questo ambito (numero di pazienti trattati, protocolli utilizzati, risultati ottenuti) è un plus significativo. Allo stesso modo, la riabilitazione del pavimento pelvico sta uscendo dalla nicchia: sempre più strutture cercano fisioterapisti formati per incontinenza, disfunzioni sessuali, problematiche post-parto. Se hai questa specializzazione, evidenziala chiaramente nel profilo professionale.
Il lavoro ibrido e flessibile sta diventando più comune anche in fisioterapia. Molti professionisti combinano giorni in strutture sanitarie con sessioni a domicilio o online. I datori di lavoro apprezzano chi ha autonomia organizzativa, partita IVA attiva, assicurazione professionale propria. Nel CV, se sei disponibile a modalità ibride o hai esperienza in gestione autonoma di pazienti, specificalo: 'Disponibile per collaborazioni ibride (ambulatorio/domicilio/online)' o 'Esperienza in gestione autonoma di 30+ pazienti privati con fatturazione diretta e gestione amministrativa'.
I grandi employer (catene di cliniche private, RSA, centri riabilitativi) cercano sempre più fisioterapisti con competenze gestionali: capacità di coordinare team, gestire turni, formare tirocinanti, interfacciarsi con assicurazioni e medici prescrittori. Se hai esperienza in ruoli di coordinamento, supervisione di colleghi junior o gestione di progetti riabilitativi complessi, dedicagli spazio nel CV. Anche la partecipazione a commissioni, gruppi di lavoro per protocolli interni, o progetti di miglioramento qualità va evidenziata.
Infine, la sostenibilità e l'approccio biopsicosociale stanno guadagnando importanza. I recruiter apprezzano fisioterapisti che dimostrano attenzione agli aspetti psicologici del dolore cronico, che conoscono approcci come la Pain Neuroscience Education, che collaborano con psicologi per gestione dell'ansia o della kinesiofobia. Menzionare formazione in questi ambiti o esperienza in trattamento multidisciplinare di pazienti complessi distingue il tuo CV da quelli puramente tecnici.
Per approfondire:
Domande frequenti
Trova risposte alle domande più frequenti.
Inserisci competenze tecniche legate a valutazione funzionale, impostazione del piano di trattamento, riabilitazione ortopedico e neurologico, terapie fisiche (TENS, ultrasuoni, laser) e educazione terapeutica. Aggiungi anche misure di outcome (NRS, TUG, ROM) e strumenti/software usati. Le soft skills vanno collegate a esempi: gestione agenda, comunicazione con caregiver, lavoro in équipe.
La retribuzione varia per area e contratto. In strutture private o convenzionate, un fisioterapista all’inizio può vedere 1.300–1.700 € netti/mese; con esperienza 1.800–2.400 € netti. Nel pubblico gli importi dipendono dall’inquadramento. In libera professione conta il volume: 80–120 sedute/mese e tariffa media 45–70 € a seduta cambiano molto il totale.
Il simbolo più riconosciuto a livello internazionale è una figura umana stilizzata in movimento, spesso associata a una mano o a un elemento che richiama cura e mobilità. In contesti istituzionali italiani puoi trovare loghi legati all’Albo TSRM e PSTRP o a società scientifiche. Nel CV non serve inserirlo: è più utile rendere chiaro il tuo ambito (ortopedico, neurologico, sportivo).
Definisci la professione con una frase che unisca ruolo, setting e obiettivo: “Fisioterapista in medicina fisica e riabilitativa, specializzato in percorsi muscoloscheletrici e gestione del dolore, con focus su recupero funzionale e prevenzione recidive”. Aggiungi anni di esperienza, casistica e 1–2 risultati. Così il profilo professionale diventa verificabile e immediato.
In genere invia un curriculum vitae pdf: mantiene impaginazione e riduce errori di compatibilità. Assicurati però che il testo sia selezionabile (non esportare come immagine), così l’ATS può leggere le parole-chiave. Tieni il file sotto 1–2 MB e usa un nome chiaro. Se l’annuncio richiede Word, invia entrambi o segui la richiesta.
Sì, spesso fa la differenza quando candidi per ruoli simili tra loro. La lettera di presentazione deve collegare il tuo curriculum fisioterapista alla mansione: tipo di pazienti, approccio riabilitativo, strumenti e risultati. Cita un protocollo o un caso tipico e spiega perché quella struttura (volumi, specializzazione, target). Mantienila breve: 180–220 parole.
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